Le due crisi di governo affrontate da Dilma Roussef nei suoi primi sei mesi al potere sono state viste, in genere, come incidenti di percorso, o come il logico cammino della "de-lulizzazione" del suo governo. Antonio Palocci, il sottosegretario alla presidenza appena dimesso, aveva subito la stessa sorte quando, da ministro delle finanze del governo Lula, finì coinvolto in un affare che mischiava, berlusconianamente, tangenti, corruzione, frode e sfruttamento della prostituzione (tutto ciò che costituisce un ritratto preciso dell'insignificanza del soggetto in questione).
